Gold Coast, giorno 20

Sveglia all’alba, come di consueto, trovo un messaggio di Broccolina mia (la cui identità non verrà mai rivelata al mondo!) che mi propone di venirmi a prendere in aeroporto tra una settimana. Gioia miaaaa! Glielo dico sempre, se potessi clonarla lo farei! Le amiche sono tutte diverse ma poche possono considerarsi veramente famiglia! In realtà mi sento molto fortunata perché ho sorelle e figlie virtuali, i pilastri della mia vita, i miei fari nella tempesta. 

Una parte di me è felice di rientrare solo per vederle, subito dopo poi andrò in Salento, quindi va bene, credo che sia il modo migliore per concludere un viaggio del genere. 

L’altra parte di me invece vorrebbe continuare a sognare. È stato un viaggio assurdo, pieno di emozioni, cambiamenti, etc. Questo vivere alla giornata, in giro come una zingara, senza un piano, cambiare direzione in funzione del meteo e degli eventi. 

Io sono un po’ scottata dal sole e non smettiamo mai di ringraziare Parigi per esserne totalmente priva; sono quindi più sensibile alle radiazioni solari di un paese che il sole lo potrebbe mettere pure sulla sua bandiera (anche se io ci vedrei meglio un canguro!). Andiamo a Surfers Paradise ma per me niente bagno, mi limito ad ammirare quel che resta della natura selvaggia dell’australia (vedi foto). Qui è tutto grattacieli a ridosso della spiaggia, oceano e ancora grattacieli. Non proprio il mio genere ma Laura l’adora! La lascio quindi godersi il suo bagno mentre io invece mi godo l’ombra calda! No, non è una contraddizione in termini, è la perfezione, per me oggi!   

Ci spostiamo poi verso il Noosa National Park, alberi e contro alberi, distese di verde ovunque guardiamo, ci fermiamo a Peregian Beach in un’area perfettamente attrezzata per i pic nic. 

In realtà qui ce ne sono ovunque e da quando ho scoperto che è il comune che mette il gas per i barbecue e che ogni mattina manda dei suoi incaricati per ripulire le varie postazioni sono davvero senza parole perché sta cosa succede ogni giorno ovunque in Australia! 

Laura adora guidare e menomale perché se no sul lato “sbagliato” della carreggiata col cavolo che io guidavo! 

Continuiamo quindi verso nord, breve sosta ad Albert Lake e 2 secondi di panico perché entrambi i cellulari ci abbandonano, di conseguenza anche le indicazioni stradali, per quanto sballate! 

La signorina del mio cellulare è molto socievole, si fa interi discorsi, ti accompagna alla guida, fa commenti, ti dà consigli, ogni tanto si dimentica di dirti che devi girare mentre quella del cellulare di Laura ti avvisa 10 km prima! In qualche modo, non si sa come, riusciamo ad arrivare ad Hervey Bay. Grande delusione per l’appartamento perché le foto non corrispondono minimamente alla squallida realtà che troviamo. Ma transeat, è solo per una notte ed arriviamo giusto in tempo per goderci un tramonto fantastico, l’acqua è calda e la stanchezza tanta! Rimandiamo quindi il bagno a domani. 

Un giorno, non troppo lontano, prometto che aggiungerò foto ad ogni articolo. Forse anche il blog cambierà forma. Mi serve un computer però perché per ora gestire tutto da cellulare è lento e confusionario. Prendo le distanze anche dai refusi ed errori vari, il correttore automatico mi odia da sempre e prende iniziative che non dovrebbe. Sorry! 🙂 

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